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LA MOBILITA’ SOSTENIBILE è una delle questioni maggiormente dibattute negli ultimi anni nell’ambito delle politiche ambientali locali, nazionali e internazionali volte a ridurre l’impatto ambientale derivante dalla mobilità delle persone e delle merci. Se solo si ricorda che il settore dei trasporti produce la metà delle emissioni di polveri sottili (PM10) in Italia, di cui oltre il 65% di queste deriva dal trasporto stradale, si capisce quanto sia giustificata tale attenzione. Il sistema dei trasporti, quindi, è senza dubbio uno dei maggiori responsabili dell’inquinamento atmosferico. Il miglioramento in termini ambientali della domanda di mobilità, in particolare in ambito urbano, rappresenta una priorità per favorire una migliore qualità della vita dei cittadini, in termini di relazioni sociali e culturali, e per creare nuove opportunità economiche e di sviluppo.

UNA QUESTIONE ECONOMICA AMBIENTALE E SOCIALE – La circolazione di numerosi mezzi nelle nostre città, da quelle più piccole a quelle più grandi, è un problema economico, in termini di consumo di risorse non reintegrabili., ma è un problema ambientale, perché genera effetti negativi in termini di emissioni inquinanti con ripercussioni sulla salute del pianeta e della popolazione. E’ anche un problema sociale perché incide gravemente sulla qualità della vita e sulla sicurezza dei cittadini. Per contrastare tutto questo, occorre sviluppare politiche basate su obiettivi condivisi da raggiungere sul territorio, in cui tutti i soggetti coinvolti, quali ad esempio Pubbliche Amministrazioni, Regioni, Enti Locali e imprese, possano contribuire all’utilizzo efficiente delle risorse e degli strumenti per aumentare l’efficacia degli interventi da realizzare. Ma anche i cittadini devono fare la loro parte. Devono essere sensibilizzati e coinvolti attraverso proposte alternative volte a stimolare la consapevolezza di scelte più opportune nel muoversi in città e la diffusione di una vera e propria cultura della mobilità sostenibile. Un’opportunità, dunque, di cambiamento di stili di vita. 

GLI STRUMENTI UTILI

Il nuovo Piano Regionale Integrato Infrastrutture e Mobilità (Priim), istituito con L.R. 55/2011, costituisce per la Toscana lo strumento di programmazione unitaria attraverso il quale la Regione Toscana definisce in maniera integrata le politiche in materia di mobilità, infrastrutture e trasporti. Il Piano promuove la mobilità urbana sostenibile attraverso la programmazione di azioni mirate allo sviluppo di infrastrutture e tecnologie innovative per l’informazione in tempo reale dei servizi programmati e disponibili del trasporto pubblico e dello stato della mobilità in ambito urbano ed extraurbano. Ovvero: promozione, ricerca e formazione nelle nuove tecnologie per la mobilità, la logistica, la sicurezza, la riduzione e mitigazione dei costi ambientali. E ancora promozione e incentivazione dell’utilizzo del mezzo pubblico e riduzione utilizzo mezzo privato. Infrastrutturazione della mobilità urbana, a servizio del trasporto pubblico locale, della qualificazione della sosta e dell’intermodalità. Incentivazione della mobilità elettrica e forme di uso condiviso dell’auto, quali il car sharing e il car pooling, la promozione della diffusione delle zone con velocità massima di 30 km orari per ridurre l’incidentalità in ambito urbano, l’integrazione tra biciclette e trasporto pubblico.

Mobilità e interscambio. Nell’ambito della nuova programmazione comunitaria 2014-2020 (POR Creo FESR 2014- 2020, approvato nel mese di febbraio 2015 da parte della Commissione Europea) verranno sviluppati in ambito urbano una serie di interventi di potenziamento e realizzazione di sistemi di interscambio tra diverse modalità di trasporto e loro attrezzature (es. parcheggi scambiatori, ciclostazioni, aree di sosta) e interventi infrastrutturali e di promozione dell’ICT (es. corsie preferenziali, semafori intelligenti). Si tratta di interventi specificamente dedicati alla mobilità sostenibile (contenuti nell’Asse IV) e di interventi riferiti a comuni inseriti in aree a disagio socio-economico oggetto della strategia integrata di sostenibilità urbana promossa e sostenuta dall’Unione Europea (contenuti nell’Asse VI Urbano). L’azione complessiva è in grado di contribuire a raggiungere l’obiettivo di una maggiore sostenibilità della mobilità attraverso l’offerta di intermodalità, la qualificazione del trasporto pubblico urbano anche mediante l’incremento della sua velocità media, e la dissuasione dall’uso del mezzo privato limitandone l’accessibilità in aree riservate (es. centri storici).

AMBIENTE ED ENERGIA - Il PAER (Piano Ambientale Energetico Regionale) della Toscana, approvato con deliberazione n. 10 dell’11 febbraio 2015, pubblicata nel BURT n. 10 parte I del 6 marzo 2015, è uno strumento per la programmazione ambientale ed energetica della Regione Toscana. Con la Legge Regionale 52/2011 è stato individuato il PAER come strumento di programmazione al cui interno confluiscono i contenuti del PRAA e del PIER, restando escluse le politiche in materia di qualità dell’aria ambiente, di rifiuti e bonifiche. Nella delibera si legge“.. l’entrata in vigore del PAER consentirà alla Regione Toscana di dotarsi di uno strumento aggiornato per affrontare la nuova programmazione nazionale e la nuova programmazione comunitaria per il ciclo 2014 – 2020, consentendo di definire, attraverso uno strumento unitario, le politiche regionali in materia di ambiente ed energia;” .. ed inoltre “il PAER fa propria la strategia comunitaria al fine di sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio e contrastare i cambiamenti climatici attraverso la diffusione della green economy;” .

Tra le aree di intervento, il PAER indica al punto A.1.6 “Azione volte alla creazione di flotte di veicoli da adibire a forme di: car-sharing elettrico (almeno un servizio per ogni capoluogo), piattaforme di carpooling, sostegno all’uso di carburanti a basso impatto e biocarburanti (mobilità dolce). E ancora creazione di flotte di veicoli elettrici da adibire al trasporto scolastico.

Gli obiettivi generali del PAER sono: contrastare i cambiamenti climatici e promuovere l’efficienza energetica e le energie rinnovabili; tutelare e valorizzare e risorse territoriali, la natura e la biodiversità; promuovere l’integrazione tra ambiente, salute e qualità della vita e promuovere un uso sostenibile delle risorse naturali. Integrazione con il PRIIM per una mobilità sostenibile. Il PAER è costituto: dal disciplinare di piano e relativi allegati; quadro conoscitivo; sezione valutativa; rapporto ambientale; sintesi non tecnica e dichiarazione di sintesi.

MOBILITA’ CICLABILE RISORSA PER TUTTI – La Regione Toscana con il Piano regionale della mobilità e della logistica (PRML) ha, per la prima volta, dato risalto alla situazione e alle prospettive della mobilità ciclistica nella regione, evidenziando alcuni dati molto interessanti, e anche inattesi, sull’uso della bicicletta, che è, nonostante i ritardi nell’attuazione delle politiche a favore della ciclabilità (come conferma l’uso delle risorse nazionali della L. 366/98), il secondo mezzo più usato dopo l’automobile: infatti la bicicletta è usata dal 15,3 % della popolazione toscana tutti i giorni; mentre solo l’8,6 % usa il bus, e il 3,1% il treno (mezzi pubblici in totale l’11,6%). Vi sono inoltre il 10,7% di intervistati che usa la bicicletta almeno 3 giorni la settimana, il 10,6% di intervistati la usa 1 giorno la settimana e infine quasi il 20% che la usa saltuariamente.

Il Piano Regionale della Mobilità e della Logistica intende quindi orientare la mobilità verso l’utilizzo di mezzi eco-compatibili per garantire l’ambiente e favorire misure capaci di ridurre drasticamente il numero di incidenti, intervenendo sui seguenti aspetti.

  1. a) Qualificare la mobilità sui nodi di interscambio. A partire dall’asse portante del trasporto pubblico locale, costituito dalla rete ferroviaria, con interventi infrastrutturali in corso, si dovrà costruire un sistema di rete di mobilità e diventa quindi fondamentale la riprogettazione/riorganizzazione dei nodi di interscambio, in cui dovrà essere garantita accessibilità, sicurezza, informazione, puntando sull’integrazione in particolare con modalità di spostamente sostenibile, quali la bicicletta.
  2. b) Sviluppare la rete delle piste ciclabili e la mobilità ciclistica. La bicicletta può essere considerata una componente importante nelle modalità di trasporto, sia urbano, sui percorsi brevi, che extraurbano, soprattutto ai fini ricreativi e turistici, e nel trasporto multimodale. Occorre perciò sviluppare progetti che promuovano la mobilità ciclistica attraverso misure volte a renderla più integrata con i sistemi di trasporto. Le azioni che si propongono riguardano: ƒ interventi organici e finanziariamente forti nelle politiche di mobilità urbana con piani e progetti integrati e pragmatici, inseriti all’interno di Piani Urbani della Mobilità, ƒ l’individuazione di linee guida per sviluppare la mobilità ciclistica alle diverse scale territoriali; ƒ lo sviluppo dell’intermodalità tra la bicicletta e gli altri modi di trasporto (treno, bus, auto); ƒ la pianificazione, progettazione e realizzazione di una rete di itinerari ciclabili, con valenza trasportistica ma soprattutto turistico-ricreativa che, facendo capo ai centri urbani, attraversano la Toscana.
  3. c) Aumentare la sicurezza attraverso:
  • la riduzione del 25% del numero di incidenti al 2009 e del 50% al 2015 con l’attuazione del programma straordinario degli investimenti sulla viabilità regionale 2003/2007;
  • la realizzazione del Sistema Integrato Regionale per la sicurezza stradale concretizzando le intese con lo Stato, gli EE.LL. e le Province.
  • definire ed attuare i Piani della Sicurezza correlati ai Piani Urbani della Mobilità;

EUROPA - HORIZON 2020: mobilità per la crescita 

I trasporti rappresentano circa il 63% del consumo di petrolio e il 29% di tutte le CO 2 emissioni. Anche l’Europa sostiene l’importanza della ricerca e innovazione in materia di attrezzature e sistemi per veicoli, aerei e navi per renderli più intelligenti, più automatizzati, puliti e silenziosi riducendo l’utilizzo di combustibili fossili e migliorando la qualità dell’aria. Uno dei principali obiettivi di Orizzonte 2020 nel settore dei trasporti è la realizzazione di sistemi innovativi di gestione e di informazione sul traffico, avanzati servizi per i viaggiatori, logistica efficiente e tecnologie di costruzione e manutenzione. Ad esempio, i primi bandi finanzieranno progetti volti allo sviluppo di nuove tecnologie per la bassissima emissione di veicoli, a ridurre la congestione stradale urbana e migliorare la mobilità intelligente.